Malcolm Borwick non solo ha giocato nei club più prestigiosi al mondo, ma ha anche fatto parte della squadra nazionale inglese in innumerevoli occasioni. Adesso vive a Great Trippetts Farm, West Sussex, in Inghilterra.
Il polo é uno sport molto particolare, che cosa L’ha attratta?
“Considero il polo la somma di tutti gli sport: contiene la complessità di un gioco di squadra, l’adrenalina e la velocità della Formula 1, e incoraggia la comunione fra l’uomo e il cavallo.”
La Sua famiglia gioca a polo da più di 100 anni; com’é incominciata la tradizione? “La vera storia del polo nella mia famiglia é incominciata con mia nonna paterna. Ha giocato nella prima partita in assoluto di polo femminile nel 1924. I nonni di mio padre, le famiglie Nickalls e Miller, erano proprietarie del Rugby Polo Club ed erano la forza dominante nel polo in Gran Bretagna nei primi del 1900; erano tutti 9 o 10 goal!”
Lei ha giocato in molti tornei nel mondo intero – qual è il suo miglior risultato fino a oggi?
“Essere stato nominato MVP con la nazionale inglese contro una fortissima squadra sudafricana, e aver vinto la Coronation Cup nel 2008 contro l’Australia, di fronte a 25.000 spettatori.”
I cavalli hanno un ruolo fondamentale nel polo; molti sostengono che costituiscano l’85% del gioco. Lei che cosa cerca in un cavallo?
“La selezione del cavallo è una cosa molto personale, come scegliere una fidanzata: la Bella per una persona è la Bestia per un altro. Mi piacciono i purosangue: poiché provengo da una famiglia di sport equestri e di cacciatori, non mi importa se il cavallo è un po’ più alto del normale; avendo giocato in difesa o in posizione 3 per tutta la mia carriera, le dimensioni e la potenza per me sono fattori importanti. I miei cavalli favoriti sono stati due castroni Ellerston, Duke e Irish. Ho ancora Irish, e all’età di 15 anni gioca ancora 2 chukker in ogni incontro.”
Chi ammira nel polo?
“E’ impossibile non ammirare Cambiaso; nonostante il teatro che circonda i suoi incontri, il suo desiderio di vincere è più forte che mai. Non consiglierei a nessuno di emularlo, ma il suo record parla da solo. Ammiro molto anche Milo Fernandez Araujo; ha raggiunto i 10 goal all’età di 36 anni grazie alla sua grande determinazione. All’elenco aggiungerei Memo Gracida: il suo amore per il polo è di ispirazione a tutti quelli che giocano con o contro di lui.”
‘E qualcosa che non abbia ancora avuto e che vorrebbe realizzare?
“Voglio giocare la Westchester Cup, per ragioni di famiglia; mio bisnonno e i suoi fratelli hanno giocato per l’Inghilterra e vinto la coppa nel 1908. Vincerla anch’io sarebbe un sogno che diventa realtà.”
Qual è il suo più bel ricordo di polo e perché?
“Trovo che i più bei ricordi del polo sono quelli fuori dal campo; le relazioni che si instaurano e le esperienze che si hanno lungo il percorso sono ciò che rendono il polo così speciale. Un ricordo speciale potrebbe essere di aver giocato la prima partita in assoluto di polo a Shanghai. Come lo è stato cavalcare e condurre una fila di 8 cavalli sulle colline da Harden a Garangula nel bush australiano con uno stalliere locale che durante il viaggio ha recitato tutto “The Man from Snowy River”. Sono esperienze che rimarranno sempre con me.”
Qual è il Suo polo club preferito al mondo? C’è un campo in cui preferisce giocare?
“Il mio club preferito è senza dubbio il Cowdray Park Polo club: - rimane un club rurale e rilassato, ma dispone di campi di classe internazionale. Il mio campo preferito è il primo campo di Palermo, dove ho avuto la fortuna di giocare molte volte.”
Qual è il Suo attrezzo di polo indispensabile?
“Il mio casco La Martina Evolution. Protegge ed è tuttavia molto leggero: e il mio è puntinato del mio colore, rosso vivo!”
Lei ha rappresentato molte volte l’Inghilterra – che cosa significa giocare per il proprio Paese?
“Ho giocato per l’Inghilterra più di 50 volte, a tutti i livelli. Per essere onesto, io sono un po’un romantico della vecchia scuola. Ed è questa la vera ragione per cui ho incominciato a giocare a questo sport. Il culmine di qualunque sport è giocare per il proprio paese, e averlo fatto è stato un onore.”
Lei gestisce anche centri di allenamento per aiutare i principianti a entrare nel polo; che consiglio darebbe a chi volesse incominciare a giocare?
“Passa più tempo che puoi a cavalcare, cerca un professionista che ti piaccia e di cui ti fidi e siigli fedele: questo è il miglior modo per creare una relazione in questo sport.”
Come L’ha aiutata La Martina a ottenere i suoi risultati nel polo?
“Lavoro con La Martina da più di 12 anni, ed è una relazione che mi sta molto a cuore. E’ incominciata a un livello molto personale, così che adesso sono parte della famiglia. Mi ha già aiutato a sviluppare capacità utili fuori dal campo di gioco, ma sento che come marchio possiamo ancora fare molto di più.”