Giocatore di polo della terza generazione, Ameer vive a Singapore e viaggia regolarmente in Malesia, dove ha sede La Sarita, la sua squadra di famiglia. Il nome della sua famiglia è famoso nel mondo del polo, ed egli vanta già una notevole esperienza di polo, avendo giocato negli Stati Uniti, in Pakistan, a Singapore, in Malesia, in Australia, nella Repubblica Ceca e in Argentina.
Il polo è uno sport molto particolare, che cos’è che l’ha attratta?
“Senz’altro l’elemento famiglia. Mio nonno incominciò a giocare quando aveva 25 anni; da allora il polo è sempre stato una pulce nell’orecchio nella nostra famiglia! Il polo è davvero uno sport per le generazioni, e giocare con mio padre, mio fratello, mio zio e mio cugino, sapendo che mio nonno fa il tifo per noi è una sensazione davvero speciale. Il polo mi ha riavvicinato ancora di più alla mia famiglia.”
Lei ha giocato in molti tornei nel mondo intero, qual è il miglior ricordo che ha del polo?
“Aver vinto il torneo Royal Malaysian Polo Association International di Kuala Lumpur nel 2010. Mio padre si stava sottoponendo a chemioterapia e non poté giocare. Fu una partita combattuta, ma riuscimmo a spuntarla nel chukker finale. Dedicammo a lui la vittoria. Adesso papà gioca di nuovo, ma il ricordo di quella vittoria resterà con me per sempre”
Qual è l’aspetto del Polo che Le piace di più?
“Mi piace la scarica di adrenalina. Ogni volta che scendo in campo per un torneo importante vi è una sorprendente scarica di eccitazione che nessun’altra esperienza crea.”
Che consiglio darebbe a chi volesse incominciare a giocare a polo?
“Siate appassionati. Siate appassionati dei vostri cavalli e degli elementi base di questo sport. Concentratevi sugli atleti equini; sono loro che giocano con noi.”
Quel è l’attrezzo da polo di cui non potrebbe fare a meno?
“Certamente i miei stivali da polo High-Tech La Martina! Sono alla moda sul capo e fuori. Proprio adesso sto scegliendo il colore per il mio prossimo kit La Martina!”
Che cosa fa quando non gioca a polo?
“Ho la mia azienda nel campo della tecnologia finanziaria, ma incomincerò il mio MBA al MIT alla fine dell’anno (2015). Fortunatamente, ho degli amici che mi hanno invitato a giocare mentre sarò in America, così potrò continuare i miei studi giocando a polo.”
In Asia, il polo è cresciuto costantemente negli ultimi dieci anni. Che cos’è che Le piace di più nel giocare in Asia?
“L’Asia è il luogo di nascita del polo, e fa piacere vedere una notevole crescita di campionati di polo nel sud-est asiatico e nell’asia del nord. Vi sono grandi iniziative tese a portare il polo a più ampi strati della popolazione; è un momento molto interessante per un giocatore asiatico di polo e sostengo di tutto cuore le idee innovative sul polo in Asia.”
Lei unisce il polo alla filantropia; qual è il centro di attenzione delle Sue attività no-profit?
“Nel 2010, a mio padre e a mia zia fu diagnosticato un cancro. Decisi allora di avviare un programma no-profit mediante il polo chiamato Golden Goals. E’ incominciato come uno strumento per combattere il cancro con il polo, con sponsor che donavano 10 dollari per ogni goal che io avessi segnato nell’anno solare. Il denaro raccolto è stato consegnato al Texas Children's Cancer Center. Oltre a questo programma annuale, ho avviato anche eventi di polo no-profit, quali la collaborazione con la Famiglia Reale di Pahang nella lotta al cancro al seno e per il miglioramento dei trattamenti della fertilità. Abbiamo anche avviato eventi per organizzazioni no-profit che si occupano di cancro in Pakistan e a Houston, dove ho avuto l’opportunità di giocare allo Houston Rodeo in uno stadio gremito da 10.000 persone! Nel 2014 sono stato nella Repubblica Ceca a giocare nella prima importante esibizione pubblica di polo sulla neve. Mi impegno a creare tutti gli incontri no-profit che posso, e mi sforzo di far diventare il polo uno sport popolare. Vi è ancora molto da fare, ma La Martina mi sta davvero aiutando a realizzare questo obiettivo.”